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..:: Dott. Gerardo Miroballo ::..
Direttore dell'Archivio di Stato di L'Aquila
Tante "piccole Storie" compongono la grande Storia, quella che abbiamo studiato a scuola e che fa parte del patrimonio delle nostre conoscenze.
Molto vaga e spesso anche falsata risulta la comprensione dei fatti del passato senza le microstorie che presentano da un lato i fatti realmente accaduti e dall'altro ci fanno comprendere come le grandi idee che plasmano la storia sono state vissute dagli attori anche più umili.
Così, è luogo comune che il Risorgimento sia stata opera di pochi carbonari e liberali ma soltanto la lettura di fatti come quelli narrati da Fernando Rossi ci rendono conto di come il popolo minuto ha vissuto realmente quell'epopea.
Grazie dunque a lui per le sue fatiche e per il suo entusiasmo.
I fatti narrati si snodano davanti agli occhi del lettore quasi col fascino di un romanzo giallo ma è necessario però tener presente che i fatti sono letti e interpretati da un autore di oggi attraverso le carte di un processo tenutosi presso un tribunale speciale del regime borbonico alla metà dell'Ottocento; questo ci permetterà perlomeno di non prendere grossi abbagli e di rivivere quegli avvenimenti circolando con la fantasia per le strade di Paganica di un secolo e mezzo fa come probabilmente era e non fra personaggi frutto di pura fantasia.
A questo servono gli antichi documenti che gelosamente conserviamo.
Aspettiamo sempre chi con amore e passione li faccia rivivere.
Qualcuno potrebbe chiedersi che senso abbia risvegliare dal sonno dell'oblio tante figure di antenati per farli circolare tra i pronipoti che potrebbero, allo stesso modo, essere orgogliosi di loro ma anche vergognarsene.
Noi crediamo che far rivivere nella nostra mente un garibaldino con la camicia rossa, i pantaloni turchini e la "carrubina" alle spalle, come diceva un vecchio ritornello di una popolare canzone, o rivedere all'opera qualche nostro sicuro antenato, serva a darci il senso di appartenenza ad un popolo, al nostro popolo che è nostro qualunque sia la prospettiva con la quale ne leggiamo gli atti.
V'è di più: i nostri geni non mutano facilmente e probabilmente, nelle stesse condizioni, anche noi agiremmo allo stesso modo così come il contesto di allora, vuoi economico vuoi culturale o anche solamente delle potenzialità del territorio, pur mutando nel tempo, conservano quello che si chiama uno "zoccolo duro" la cui comprensione ci permette di operare oggi in modo più fruttuoso che se ci affidassimo alla pura razionalità.
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