..:: Bizantini e Longobardi ::..

I LONGOBARDI

La loro invasione -anno 568 d.C.- diede inizio a un nuovo periodo storico italiano.

Anche l'Abruzzo e la conca Vestina li videro con terrore sul loro territorio. Negli anni 571-574 d.C. distrussero completamente Amiterno. Aveia scomparve per opera di Genserico tra il 410 e il 455 d.C. . Paganica li vide accamparsi nel suo abitato: la denominazione della località Fara (odierna piazza della concezione) lo conferma ; così la denominazione della contrada "Case di Loth" o Casilotte come popolarmente è chiamata; così la transenna presbiteriale del sec. IX di cui abbiamo già detto.

Solo dopo la loro conversione al cattolicesimo fu possibile la ripresa della vita civica ed ecclesiastica nei secoli VII ed VIII. Le popolazioni fuggite sui monti tornarono alle loro case. La distrutta sede vescovile di Aveia fu sostituita da quella di Forcona elevata a tale dignità probabilmente nel sec. VIII sede che restò funzionante fino al 1257 col suo ultimo Vescovo Bernardo de Padula trasferitosi nella nuova sede vescovile della giovane città dell'Aquila, di cui fu il primo Vescovo.

FARE E VILLE PAGANICHESI

Le carte delle "vedute" di Mattia Capponi disegnate nell'anno 1772 ci offrono una visione panoramica delle Ville che ancora a quell'epoca resistevano.



in realtà oltre che nella memoria dei documenti. Però non sono tutte, per cui crediamo di far cosa più grata presentanto un elenco più esatto:

VILLA S. GIUSTINO: comunità stanziata intorno all'antico tempio a Giove Capitolino sui cui ruderi sorse la Basilica di S. Giustino. Nel 1954 era curata dal cappelano d. Pietro Paolo Iuste di S. Maria Paganica

VILLA PAGANICO O LA FARA: sviluppatasi intorno al tempio dedicato a Giove Paganico, ricevette impulso dalla presenza longobarda che ne fece punto di riferimento per l'amministrazione e il dominio sul circondario. Nel 1594 era parroco-curato d. Giacomo Morellio.

VILLA S. BARTOLOMEO: dedicata al conpatrono di Paganica ebbe qualche rilevanza: fu parrocchia ed ebbe filiali nei casali circostanti. Nel 1331 fu unita dal Vescovo Acciaiuoli alla chiesa di S. Maria Paganica dell'Aquila ed il beneficio venne convertito in canonicato. Nel 1594 era cappellano d. Fabrizio De Ritiis.

VILLA S. PIETRO: tale villa, indicata in alcuni documenti anche col nome di "Margine", è molto antica e comprendeva anche la vicina località di "Casanova" e la chiesolina di S. Venanzio. Nell'anno 988 fu rivendicata dall'Abate Giovanni III quale tenimento dell'Abbazia di Farfa. Era centro di attività civile e religiosa testimoniata da alcuni ruderi di un antico monastero di religiose. Nel 1594 cappellano era d. Marco Antonio Margico.

VILLA S. ANDREA: l'antica parrocchia era posta lungo la strada che porta ai villaggi di Poggio Picenze e Barisciano, nell'anno 1331 fu aggregata dal vescova Acciaiuoli alla chiesa di S. Maria Paganica dell'Aquila ed il beneficio fu convertito in canonicato.

VILLA S. VITTORINO: posta fra ubertose terre era un casale di qualche rilevanza

VILLA S. GREGORIO MAGNO: posto all'estremità del territorio paganichese è stato sempre considerato parte integrante del territorio di Paganica con la quale usufruiva dei pascoli montani di Campo Imperatore. Il Duca Di Costanzo ne fece un feudo personale abbellendo la chiesa parrocchiale nella cui balaustra dell'altare principale pose il suo stemma.

VILLA DELLE CASELLE: di origine remota sorgeva dove è il santuario della Madonna di Costantinopoli, tempio cimiteriale della frazione di S. Gregorio.

VILLA S. EUFEMIA: villa nominata nel 956 nel decreto di Ottone I° e posta nella strada di sette vasche, era una zona ricca di vigneti. Il suo nome compare ancora in molti documenti tra cui, nel 1178, nella bolla di Alessandro III che donava alcuni possedimenti al Vescovo di Forcona.

VILLA S. TOMMASO: elencate nel 1313 nelle decime di Pietro Sella era posta nelle vicinanze di Pontignone con tempio dedicato a S. Tommaso apostolo.

VILLA OFFIDO: posta ai piedi del monte Cadicchio indicava soltanto una località dove, forse, fu sepolto provvisoriamente il corpo di S. Giustino.

VILLA S. GIUSTA o OFFIDO: è l'attuale Bazzano sviluppatosi lungo le pendici dell'omonimo monte per il divieto di costruire in pianura sullo spazio del tratturo. Qui fu martirizzata S. Giusta della famiglia Sipotina: nel posto e sui ruderi del tempio al dio Fidio fu eretta la basilica in onore della Santa Vergine.

VILLA S. ANGELO: nel 1759 esisteva ancora un tempio a S. Michele Arcangelo visitato da Mons. Ludovico Sabatini: al mantenimento della chiesolina contribuiva anche il duca Di Costanzo. Nel 1580 rettore era d. Pietro di Paolo Iuste.

VILLA S. CROCE: formò una comunità con chiesa parrocchiale anche se non è citata nell'elenco delle decime di Pietro Sella. Da reperti rinvenuti si presume l'importanza dell'insediamento umno dedito alla pastorizia documentata dai numerosi trulli di pietra a secco ancora oggi esistenti.

VILLA S. GREGORIO DE FORE O IN CAMPO (S. RIVORU): agglomerato urbano con tempio antichissimo e parrocchia con patrocinio della famiglia Nannicelli. Già nel 1313 pagava le decime al Vescovo dell'Aquila. Nei dintorni sono stati rinvenuti interessanti reperti di epoca romana. Nel 1594 cappellano era d. Pietro Grassetti.

VILLA SANTU TIZIU O S. EUTIZIO: posta tra ubertosi terreni era centro di un ricco "pago" testimoniato dai resti di epoca romana venuti alla luce durante la costruzione di moderni fabbricati.

VILLA PERIGO: esistente intorno all'attuale edicola a S. Vincenzo Ferreri aveva il tempio, forse, dedicato a S. Nicola (De Genga?). Il nome della villa è menzionato con precisione in diversi atti notarili ( Villa Perigo di Paganica, atto di notar Mascio di Assergi in data 9-11-1359.

VILLA CASE DI LOTTE: è individuata come zona, solo il Capponi la chiama Villa il cui nome può derivare dal longobardo Loth. Sul posto erano insediamenti umani dediti all'agricoltura e case senza tempio religioso.

S. EUGENIO: nome non segnalato come Villa ma indicato dal mariani per un documento notarile segnalato dall'Antinori.

CASALE: villa, forse non esistita come tale, ma individuata come zona trascritta nei documenti notarili.

VILLA S. LIBERATO: con il tempio e le abitazioni era situata nella zona di Aquilentro: è menzionata in diversi atti notarili e l'esistenza è documentata da diverse tracce di antiche abitazioni ancora esistenti.

S. VIGARIOS: villa, forse non esistita come tale, ma indicata nel 1344 in un documento notarile letto dall'Antinori.

VILLA PIETRALATA: riportata con questo nome, nel 999 come possedimento dell'abbazia di Farfa , ha sfruttato le acque del Raiale in un mulino ancora esistente e chiuso nel 1988. Aveva chiesa dedicata a Gesù Salvatore eretta dalla famiglia Giusti e restaurata dal preposto della basilica di S. Giustino. Nel 1759 il beneficio fu aggregato alla chiesa madre di Paganica. Nel 1594 cappellano era d. Domenico Racciaccaris.

VILLA ROGE: nome pervenuto da alcuni atti notarili che non convalidano però l'esistenza di una Villa, ma presumibilmente soltanto di una zona.

VILLA INTERVERA: è da presumere che, per i mulini, le gualcherie e gli opifici ivi esistenti, il villaggio fosse strettamente legato a Paganica. Infatti a lungo seguì le sorti del comune del Moro, anche se anticamente vi erano interessi vari rivendicati persino dalla montana Comunità Religiosa Cistercense di Casanova, e, più lontano, dall'Abbazia di S Clemente a Casauria.

Questo testo è tratto dai libri "Paganica attraverso i secoli" di don Ercolino Iovenitti e "Paganica" di Giovanni Fiordigigli.