..:: Paganica nel XVII° secolo ::..
La popolosa Paganica e il problema spirituale
L'aumento della
popolazione di Paganica fece sorgere nell'animo di Mons. De Rubeis il
proposito di risolvere il problema spirituale del suo paese natio il
quale versava in disagio per duplice motivo:
- La dipendenza della Chiesa di Paganica
extra da quella collegiale di Paganica intus comportando la residenza
del facente funzione da parroco nella città, era causa di malservizio
spirituale per tanta popolazione che contava allora 500 Fuochi pari a
3000 abitanti circa.
- L'incapienza e la fatiscenza della
Chiesa Madre impediva la funzionalità liturgica, con grave danno
spirituale di buona parte della popolazione.
Il 15 febbraio del 1600
nominò con propria Bolla il Sac. Don Bartolomeo Sirelli Vicario
Perpetuo della Chiesa di S. Maria di Paganica
Il nono Barone di Paganica: Ludovico de Torres
Il Barone Ludovico de
Torres comperò il feudo di Paganica dal Barone Ferrante Vitelli
nell'anno 1603 con le terre di Tempera, Onna e S. Gregorio.
Il Barone De Torres
rimase a Paganica fino al 1612, quando oberato dai debiti, fu costretto
a vendere il feudo al patrizio romano Mario Mattei.
La nuova Chiesa parrocchiale di S. Maria al Presepe
Il Vescovo dell'Aquila
Mons. De Rubeis decise di far costruire a Paganica una chiesa
parrocchiale sui ruderi dell'antico castello.
Alla posa della prima
pietra fu presente anche il Capitolo della Chiesa di S. Maria Paganica
intus. L'esecuzione muraria dell'opera fu affidata al bravissimo
muratore e capomastro Innocenzo Rotellini di Paganica. Non conosciamo il
nome dell'architetto che la disegnò. I ruderi del castello furono
completamente demoliti e le pietre stesse - simbolico anello di un
passato glorioso con il presente - furono usate per la costruzione della
Chiesa dedicata a S. Maria al Presepe.
Sembra che i lavori
abbiano avuto una durata di due anni. Nel Giugno del 1605 erano
terminati e la consacrazione avvenne il 4 Luglio 1605. In quello stesso
giorno il Vescovo De Rubeis fece conoscere la sua:
BULLA DISMEMBRATIONIS PAROECIE DE CASTRO PAGANICE PER EPISCOPUM JOSEPHUM DE RUBEIS
Paganice in Ecclesia S. Maria ad Presepe - Die 4 Iulii 1605
In forza di questa Bolla
il Vescovo de Rubeis stabiliva, di propria autorità:
- La Chiesa di S. Maria ad Presepe eretta
in Paganica viene costituita col titolo di Parrocchiale a tutti gli
effetti giuridici
- Con diritto di avere il proprio
Battistero e la Custodia de SS.mo Sacramento
- In essa possono essere sepolti tanto i
parrocchiani propri quanto quelli che la volessero eleggere
- Ha un proprio Rettore Curato la cui
presentazione e nominaè riservata con Diritto di Patronato, in
qualunque vacanza, a Scipione, Matteo e Giovanni Vincenzo De Rubeis
fratelli, ai nipoti e loro eredi e successori, ciascuno per la terza
parte
- Assegniamo in dote il nostro patrimonio
con vari beni ascendenti a 50 ducati annui con promessa di
accrescerli, ciascuno per la terza parte
- Ordiniamo che i confini della nuova
parrocchia inizino dalla chiesa di S. Maria degli Angeli alle Aje, a
man destra come seguita la Strada Scaracze e tira alla casa di
Antonello di Pajola nel bivio ed in altro verso la casa di Camillo di
Prospere di Diomede, di Coccia da una parte e di Giulio Mariano, a man
sinistra dall'altra verso il Castello, si intendono tutti da destra
della Parrocchia di S. Maria al Presepe, così ancora quelli che
seguitano la Via intorno al Castello, alle case di Lalli e dei Cesare
alla Cona ed alla Fonte Comune (l'attuale Fontevecchia) per andare a
S. Maria D'Appari. Tutti gli altri, poiché abitano sotto dette
strade, a man sinistra verso mezzo si stiano della Parrocchia di S.
Maria Assunta
La Bolla fu accettata e
sottoscritta con giuramento dal Vicario Curato di Paganica: Don
Bartolomeo Sirelli
Ma nel frattempo Mons. De
Rubeis fu nominato Arcivescovo e fu trasferito dalla Santa Sede alla
sede arcivescovile di Matera in Basilicata che raggiunse nel Settembre
dell'anno 1605 appena tre mesi dopo la consacrazione della Parrocchia di
S. Maria al Presepe.
Il processo ecclesiastico all'Arcivescovo De Rubeis
La verità storica di
quel trasferimento improvviso, nonostante la promozione l'abbiamo
appresa dai "Verbali della Revisione del Processo della
Dismembrazione della Parrocchia di Paganica avvenuta il 10 Maggio 1613.
In verità gli
ecclesiastici della Colleggiata di S. Maria Paganica intus dopo varie
riunioni e discussioni avevano deciso di inviare alla Sacra Rota un
esposto contro l'operato dell'Arcivescovo De Rubeis nel quale si diceva:
- La cura spirituale del popolo residente
a Paganica era possesso immemorabile della Collegiata di S. Maria
Paganica intus che l'esercitava tramite una sola parrocchiale e
battesimale chiesa di S. Maria dell'Assunzione extra
- Il Vescovo De Rubeis aveva abusato della
propria autorità imponendo il Vicario Perpetuo alla parrocchiale di
S. Maria Assunta extra senza il beneplacito apostolico e contro la
volontà del Capitolo della Collegiata di S. Maria Paganica intus
- Il Vescovo De Rubeis senza il consenso
dello stesso Capitolo di S. Maria Paganica intus, aveva eretto la
nuova parrocchia di S. Maria al Presepe, pregiudicando tutti i diritti
della Collegiata medesima
- Il Vescovo De Rubeis aveva fondato la
nuova chiesa di S. Maria al Presepe senza il consenso del Capitolo
della Collegiata suddetta, anche se lo stesso Capitolo fu forzato ad
essere presente alla posa della prima pietra
Ma nonostante le
controdeduzioni richieste e ottenute da Mons. De Rubeis, la Sacra Rota
non trovò soddisfacenti queste controdeduzioni ne altre addotte in
seguito.
L'Arcivescovo De Rubeis
nell'inverno del 1609 tornò a Paganica sperando di sbloccare la
situazione e far desistere i suoi avversari da questa opera demolitrice.
Ma il Venerdì del 5
Febbraio 1610 moriva improvvisamente, i solenni funerali si tennero
nella sua chiesa di S. Maria al Presepe il 7 Febbraio del 1610
La vittoria degli ecclesiastici intus
La morte dell'Arcivescovo
De Rubeis facilitò i suoi avversari i quali incalzarono la Sacra Rota
sollecitando la soluzione della questione della "nuova
parrocchiale di S. Maria al Presepe in Castro Paganice".
Il documento della Sacra
Rota arrivò alla vigilia del S. Natale dell'anno 1610. Il documento
della Sacra Rota datum Romae 1610 Ind. 8 die 22 Decembris Anno 6°
del Pontificato di Paolo V° decise:
- Che spettando la cura delle anime Castri
Paganice al Capitolo della Chiesa di S. Maria Paganica intus
- La nuova erezione della chiesa di S.
Maria al Presepe con tutto il resto fatto dal Vescovo De Rubeis era
nullo
- Che tutte le oblazioni ed emolumenti
passati, presenti e futuri della chiesa di S. Maria al Presepe Castri
Paganice, spettavano al Capitolo e Arciprete di S. Maria Paganica
intus
- Si revoca il decreto di erezione a
Parrocchia della chiesa di S. Maria al Presepe fatta dall'Uditore di
Camera
- Si rimuovevano tutti gli impedimenti
opposti dalla parte, come illeciti ed ingiusti, ponendo perpetuo
silenzio e condannando alla restituzione delle oblazioni percepite ed
al pagamento delle spese
- Deputava alla esecuzione Don Giovanni
Carlo Pica Arciprete di S. Maria di Rojo "intus civitatem
Aquile"
La monumentale chiesa di
S. Maria al Presepe veniva così spodestata della sua aureola più bella
che l'Arcivescovo De Rubeis le aveva conferito creandola Parrocchia e
consacrandola con solenne sacro rito il 4 Luglio del 1605.
A protezione di essa
aveva posto - nella Pietra Sacra - le reliquie dei Santi: Vittorino e 40
Martiri Amiternini, S. Cecilia e S. Apollonia e aveva concesso
l'Indulgenza di un anno per chiunque la visitasse ne giorno anniversario
della consacrazione; anniversario che, nonostante i precedenti, fu
sempre celebrato dal Capitolo di S. Maria Paganica intus sino al 1750
circa.
Gli spagnoli pongono Paganica in difficoltà economiche
Denaro, vitto, alloggio e
soldati; era questo il quotidiano ordine del dominatore spagnolo rivolto
a tutte le Università italiane sotto il suo dominio nel secolo XVII°.
Anche Paganica, centro popoloso, era continuamente assillata da queste
richieste, con conseguenze negative per le sue finanze, tanto da
obbligare gli amministratori e il popolo a contrarre debiti per far
fronte alle spese.
Infatti nel Novembre
dell'anno 1608 l'Università per aver alloggiato "la Compagnia
del Capitano D. Giorgio de Cafero, e trovandosi sprovvista di
provvigioni…fu costretta di pigliare ducati 2000 in prestito…"
Già nell'anno 1591 aveva
contratto debiti con i fratelli D. Ascanio, D. Giuseppe e D. Filippo
Alfieri per un prestito di ducati 3500 con atto notarile di notar
Scipione Verteriis, in data 25 Novembre 1591.
Salirono man mano a
ducati 6500 per consecutivi prestiti con gli stessi fratelli, per atti
notarili dello stesso notar Scipione Verteriis in data: 19 Agosto 1596 -
6 Marzo 1597 - 19 Agosto 1600 - e 21 Novembre 1600 per notar Antonio
Thilis e infine in data 9 Agosto 1603, per atto notarile di notar
Giuseppe Cappa.
Da D. Alessandro
Branconio e fratello aveva contratto altro debito di ducati 3000 con
atto notarile del 30 Gennaio 1606; altro debito di ducati 1000 con D.
Alessandro Cianpella e fratelli di Aquila con atto del notaio Pompeo
Cola Magni in data 19 Settembre 1606.
I Massari allora per non
avere a che fare con troppi creditori, pensarono di contrarre debito con
una sola persona ; e ne chiesero l'assenso regio, scrivendo in data 16
Novembre 1606 al Viceré di Napoli.
Nell'attesa del
"regio assenso" i Massari vollero bruciare le tappe per
trovarsi pronti al suo arrivo, certi della concessione. Trovarono quella
"persona sola" disposta a ricomprarsi "le partite"
nei fratelli dell'Arcivescovo De Rubeis.
Oltre ai debiti, oltre ai
disagi economici, oltre a tutte le forniture che doveva versare o
provvedere per le truppe e governo spagnolo, Paganica era anche
costretta a far arruolare i propri figli al servizio della milizia
spagnola. La chiamata e la scelta degli uomini atti alle armi avveniva
con una funzione tutta particolare, descrittaci da un atto notarile di
notar Pietro Trimes, rogato il 19 Gennaio del 1606, che si svolgeva alla
presenza delle massime autorità civili e militari e dinanzi al popolo
convocato; notai e testimoni erano chiamati per l'atto pubblico
notarile:
"celebrata
prius Missa Sancti Spiritus…dal Rev.do D.us Marinus Trimes dicte
Terre in Ecclesia Sancte Marie de Paganica ab extra…et coadunato
populo in Oratorio Ecclesie nuncupate FraternitatisSancte Crucis dicte
Terre Paganice…e sotto la presidenza dell'Utriusque Iuris Doctor
Pompei Marctucti de Terni ad presens Gubernatoris Curie Paganice…si
è proceduto alla elezione dei nuovi militi col "solito
ballottaggio"
Furono ballottati 28 nomi
di giovani paganichesi e dopo qualche giorno, inviati a fare il soldato.
In quel tempo loro
Capitano era il paganichese Luigi Nannicelli il cui sepolcro si trova
nella chiesa parrocchiale di Paganica, su cui è riportata la seguente
frase:
D. O. M.
ALOYSIO NANNICELLO
NON MINUS PATRIAE CLARO QUAM SUIS
CUIUS IN PROMOVENDA RE MILITARI
INDUSTRIAM IN AUCTANTA FAMILIARI
DILIGENTIAM AEQUITATEM
ASPEXIT NEMO QUIN SUSPEXERIT
FILII PATRI AMANTISSIMO
PIETATIS ERGO
OBIIT NONIS IANUARII
ANNO MDCXXIII AETATIS SUAE LXV
Ma le gabelle comandate
dal governo spagnolo, pesavano sempre più sul popolo paganiense,
soprattutto quelle poste sui raccolti della terra: frutta, vino, grano,
biade, erbe, ecc. Tutto ciò innervosiva il popolo il quale non vedeva
una via d'uscita. Avvisaglie di nervosismo popolare si ebbero nell'anno
1639 quando scoppiarono risse fra contadini e la classe più agiata,
proprio a motivo dei risentimenti fiscali che i "socci"
pativano dai padroni locali e aquilani. Morirono infatti in quel tumulto
i fratelli Attilio e Giuseppe Nannicelli e un loro nipote Donatello di
Fossa.
Un importantissimo documento storico paganiense: Libro Mastro del 1600
Mai citato da alcuno lo
abbiamo trovato conservato nell'Archivio di Stato dell'Aquila dal
classico titolo:
"Libro della Chiesa
Matrice di S. Maria Assunta della Terra di Paganica dove si dicono li
beni di detta Chiesa stabili e mobili et qualsiasi cosa notabile di
essa, fatto dalli Procuratori secolari: Cesare Bonanno, Achille
Patrignano et Giovanni Nodari nell'anno 1640".
E' un volume manoscritto
di circa 180 pagine, rilegato in cartapecora di cui resta la copertina
del solo frontespizio del volume. Le prime pagine sono un po'
confusionarie, poiché non segue l'ordine cronologico che invece
troviamo dalla pagina 14 in poi.
In pratica e' il libro
mastro della Chiesa Matrice, sul quale sono riportati tutti gli introiti
e gli esiti dell'amministrazione della chiesa parrocchiale di Paganica,
scritti dai vari procuratori della chiesa medesima, che si susseguirono
nelle varie amministrazioni annuali nel sec. XVII° e principio del sec.
XVIII°.
E' una vera miniera di
notizie, e, dovendo citarlo spesse volte avvertiamo che la sua citazione
sarà sempre fatta con la sigla "L.M. 1600" cioè Libro Mastro
del 1600.
La nuova
Chiesa di S. Maria Assunta di Paganica
E' questa una delle più
importanti notizie che ci offre il documento "L.M. 1600".
Dallo stile architettonico della odierna chiesa matrice e dalla lettura
dell'anno 1655 scolpito sullo stemma di Paganica che sovrasta
l'architrave della grande finestra della facciata della chiesa, avevamo
intuito dei rifacimenti in questo secolo XVII°; ma non speravamo di
trovare un documento tanto importante, che ci avesse informati dello
svolgimento cronologico di essi.
Dai verbali delle S.
visite dei Vescovi dell'Aquila effettuate prima del 1600, sappiamo che
la chiesa di S. Maria in Paganica aveva undici altari:
- Altare Maggiore "quod est
lapideum" nel quale era conservato il SS.mo Sacramento "in
tabernaculo ligneo deaurato, satis decenti…"
- Aitare Sancti Andree, lapideum et
dicitur consecratum…dotatum ab Andrea de Zuaro de quadam petiola
terre…
- Altare S. Antonii, lapideum non
consecratum nec dotatum …
- Altare Annunciationis, lapideum non
consecratum sed dotatum…
- Altare Sancti Nicolai, lapideum non
consecratum sed dotatum…
- Altare Sancti Petri, lapideum non
consecratum sed dotatum… per legatum factum a quondam Magistro
Andrea
- Altare Conceptionis, lapideum non
consecratum nec dotatum…
- Altare Nativitatis lapideum non
consecratum nec dotatum…
- Altare Sancti Antonii de Padua,
lapideum non consecratum sed dotatum a Gregorio Conocchie…
- Altare Sancte Marie de Laureto,
lapideum non consecratum nec dotatum…
- Altare Sancte Marie ad latum sinistrum
Altaris Maioris, est lapideum non consecratum sed dotatum…
Dalla disposizione di
tutti questi altari dobbiamo concludere che i muri perimetrali della
chiesa, sono rimasti più o meno gli stessi anche dopo l'ammodernamento
di cui parliamo.
I lavori erano già
iniziati nell'anno 1648 poiché a pagina 41 del " L.M. 1600 "
a di 6 Settembre leggiamo:
Spesiper quattro giornate a fare acomodare la terra ini piazza e fare
butare le mura dentro, carnini (carlini) otto…
Spesi per fare cadere la Chiesa e tetto carnini quattro per lo mastro e suo
servitore…
A pagina 50 - 20 Ottobre 1650 leggiamo:
Si sono dati al balio grana sei per butare il bando doi volte per portar le
calci da Felecto…
A Pagina 59 - 20 Aprile 1652 leggiamo:
"Pagate a più persone some mille ottocento ottanta di rena per la Fabrica"
Pagati alli scalpellini del Pogio e Mastro Frate de Paganica ducati 39 e grana 75 per fare le cimase, finestre, cantoni et altro…
Pagati a Mastro Prodeo giornate 36 ducati 12,60
Pagati a Mastro Marzolo giornate 38 ducati 13,30
Pagati a Mastro Giacomo giornate 36 ducati 12,60
Pagate grana 60 per bere più volte alle commandi e genti
Pagati per tanti chiodi carlini dui..
Pagati per tanti chiodi per coprire la chiesa de libre 45 ducati 3,68
A Pagina 60
Pagati a Mastro Bartolomeo Santino e fratello e figli per coprire la chiesa
fattosi da partito a carlini 4 la canna che in nove cavalli sono canne
90 e di tre per levare lo legname
A di 4 dicembre 1652 si legge:
Pagati ducato uno in tanti chiodi per coprire la fronte della chiesa…
Comprati un migliaio di pinci per coprire la detta chiesa…
A pagina 64 - 26 novembre del 1653 leggiamo:
Spese grana 55 a le pietre che se lavora per l'Angelo sopra la porta…
A di 13 dicembre 1653 si legge:
Per tre giornate per lavorare il soglio della porta e parte per il sogliaro da
capo e per caparro per fare la cornice della porta a Mastro Berardino
del Poggio e Mastro Frate de Paganica…
Pagate giornate doi a Mastro Giuseppe per aprire l'architti alla Porta verso
la Fraternita…
A pagina 75 - 1 ottobre 1655 leggiamo:
Pagati a Mastro Matteo mettere la porta et occhio facciata vintitre giornate
a carlini 5, un giorno con il figlio…
La chiesa di S Maria
aveva già l'organo. A pagina 78 a di 22 Agosto 1658 leggiamo:
Pagati a Mastro Giovanni Gallina per la cassa delli Organi ducati 6…
A pagina 85 - 17 dicembre 1659 leggiamo:
Pagati a Luca Nero per li organi in tanta roba tra noci fascioli cipolle
mandole in tutto carlini vinti otto…
A pagina 91- 8 marzo 1664 leggiamo:
Dispeso per rifare il pulpito et lavori fatticinuovamente ducati…
A pagina 95 - 20 gennaio 1666 si legge:
Per fare il rubino all'architravo della porta ducati…
Per fare la vetriata alla finestra ducati…
Dato a Mastro Giuseppe del Poggio per fare i cantoni della chiesa…
A pagina 98 - anno 1667 si legge:
Dato al Mastro con uno lavorante per fenire de mettere la porta verso la
confraternita per giornate sei carlini…
A pagina 99 - 14 luglio 1668 leggiamo:
Dato a Mastro per mettere la porta verso le campane…
E di più per quattro cancani per la porta…
E di più dato al Balìo grana 10 per commandare la bestia, che andassero pe
rena…
A di 14 agosto 1668:
Spesa fatta per far li porteri alle porte…
Per tre sciriche et per ferro per fare li crappi…
A pagina 99 - 21 Aprile 1669 leggiamo:
Spesa fatta per fare nuovamente il deposito del battesimo…
Speso per lavori di pietra e metterla….
Speso per mattoni… per ferro et fattura di cancani et di più per fare la porta…
A pagina 101
Dato al pittore carlini dieci et diecine doi di cannaccio et doi centenara
d'agli per pingere la fonte battesimale
A pagina 109 - 30 dicembre 1672 si legge:
Dato a Mastro Fabritio carlini dodici per fattura delle antiporte della chiesa
A pagina 126 - anno 1680 si legge:
si sono vendute salme nove e quarti diece di grano quali serviti per alzare la
muraglia della chiesa a ragione di ducati…
Si è macinato salme doi et quarti doi di grano quando forno alzate le
muraglia della chiesa con darli a magnare et bevere alli lavoranti…
A pagina 134 - 20 Agosto 1684 leggiamo:
Cominciata la lite fatta con il sig. D. Carlo Nannicelli che avesse finita la
volta della Chiesa Matrice fatta la metà il sig. Canonico Nanni suo
fratello lasciata dal quondam D. Francesco suo zio come erede
ambedue…
Tornando indietro a pagina 1 - 21 giugno 1686 si legge:
Con L'aiuto di Dio e della Matre Santissima fu fenita la volta grande
della chiesa Matrice in Paganica ad hora 18 et si fu cantato il Te
Deum con sparare le plumare etc… Fo il Ren/do Sig. Canonico D.
Francesco Nannicelli.
A pagina 136 - 6 ottobre 1686:
Speso per sarmare la volta al Mastro e tre aiutanti…
E più dato a tre lavoranti quando fu arricciata la facciata di dentro…
E più dato Mastro Giovan Battista… per rimettere la cimasa all'organo.
Speso per la rena bianca cavata al territorio di Bazzano…
Speso per scaricare la volta fatta alli Sig.ri Nannicelli dato a Mastro
Antonio per una giornata…
Dato a Mastro Antonio del Grande Abitante in Tempera per bianchire la volta
ducati 19 pro patto fatto…
Speso per raccomodare il cappello del pulpito…
Speso per pulire la chiesa grana cinque…
Praticamente la chiesa fu
pronta per la festa di Tutti i Santi dell'anno 1686.
Durtante questi lavori,
per aumentare gli spazi all'interno della chiesa, gli altari da 11
furono ridotti a 8, come attesta un verbale di S. Visita effettuata da
Mons. Carlo De Angelis il 22 Giugno 1667 il quale annota di aver
trovato:
- Altare Maggiore, dove si è
trasportata la Cappellania che era sub titulo S. Maria della Vacchia…
il cui Cappellano è D. Troiano De Rubeis…
- Altare S. Ioseph… Familie Nannicelli…
Cappellanus est D. Franciscus Nannicelli…
- Altare SS. Nicolai et Bernardini…Cappellanus
est D. Carolus Nannicelli…
- Altare S. Amici fundatum a quondam D.
Amico De Rubeis… Cappelanus est D. Troianus De Rubeis…
- Altare SS.mi Rosarii erectum a
devotionePopuli Paganice….
- Altare SS.mi Suffragij similiter
erectum devotione Populi Paganice….
- Altare S. Antoni de Padua et
Franciscus… cum beneficio Cesaris Bonanni de Paganica…
Cappellanus est D. Mattheus Vivio…
- Altare S. Rocchi ad devotionem Populi
Paganice
Più tardi venne eretto
l'Altare del SS Crocifisso - dove oggi si conserva la statua della
Madonna d'Appari. Infatti è elencato in occasione della visita
effettuata il 20 Settembre 1671 da Mons. De Angelis. Leggiamo:
"visitavit
Altare SS.mi Crucifissi erectum ad devotionem Marini Angeli
Patrinchiani de Paganica.
Feste e fiere
Il libro mastro del 1600
ci da notizie di due grandi manifestazioni religiose paganiensi, che
erano di diritto della chiesa parrocchiale:
- La festa dell'Assunta il 15 Agosto
- La festa della Solennità di Tutti i Santi, il primo Novembre
La festa dell'Assunta
Veniva celebrata perché
titolare della chiesa matrice. In verità questo termine "Assumptae"
aggiunto al nome della titolare della chiesa matrice di Paganica,
l'abbiamo cominciato a trovare nei documenti del sec. XVII. Gli
antecedenti riportano sempre "Ecclesia S. Mariae de Paganica ab
extra" - "Ecclesia S. Mariae Virginis de Paganica" -
Ecclesia S. Mariae de Castro Paganice" ecc. ma mai "Ecclesia
S.Mariae Assumptae o Assumptiones". Appare chiaro che per
aggiungere tale termine vi fu qualche motivo speciale che venne a
verificarsi nel sec. XVII e che crediamo di individuarlo in due
principali motivi:
- La riforma dei libri liturgici
promossa dal Papa Pio V con la quale la festa del 15 Agosto fu
orientata ad esprimere il suo vero e proprio oggetto: la
glorificazione in anima e corpo della Madre di Dio;
- L'inizio della richiesta alla S Sede
per la definizione dogmatica dell'assunzione corporea di Maria SS.ma
in cielo, mai prima di allora presentata.
La festa del 15 Agosto
era la festa più solenne dell'anno. Si iniziava per tempo la cerca o
questua per raccogliere le offerte in generi o in denaro. Vi era un
gruppo di donne che raccoglievano durante l'anno le varie offerte,.
Il libro mastro del 1600 ci descrive queste questue:
Ritratto dalle cerche della Zafferana carlini…
Ritratto dalla vendita dell'ova… di cipolle e agli…
Barili quattro mosto…
Devono dare carlini dodici tanti ritratti di una soma di orgio fattosi per
cerca per l'ari…
Devono dare carlini nove tanti ritratti di tre canne di panno intrato alla
Madonna…
Devono dare ducati quattro tanti ritratti dalla zafferana fatta per la cerca
per la terra
Devono dare ducati sette e grana settanta tanti ritratti di dicine vinti doi
di canabe fattosi per cerca et intrato nella Chiesa.
Devono dare carlini tre tanti ritratti di tre centinara di agli…
Devono dare carlini dece et grana cinque tanti ritratti di settanta cinque
fiette di cipolle intrate nella Chiesa della Madonna…
Devono dare per tanto fieno fatto per cerca nelle prata de lonco et corto
menatone beni carlini quindici…
Devono dare some nove di grano sconcio tanto fattosi per la cerca per la
terra cioè per l'ari…
Devono dare carlini tre tanti trovati al cassitto…
Devono dare carlini dodici tanti ritratti di trecento ova fattosi per cerca
per la terra…
I procuratori dell'annata
pensavano a tutto e andavano anche loro per la questua; però si
facevano accompagnare anche da altri uomini, ai quali davano un tanto.
Leggiamo infatti:
Devono havere carlini quattro tanti dati a quelli che sono venutiper la cerca
del fieno per le prata…
Devono avere carlini sei tanti dati a Petrantonio per sue fatiche fatte per
lare per cerca di grano… etc.
La festa dell'Assunta
durava due giorni, la chiesa veniva tappezzata a festa con tappezzerie
varie; mentre l'esterno veniva addobbato con festoni di verde di bosso.
Veniva esposta la statua della Madonna alla quale nell'anno 1694
fu posta una corona d'argento.
Con grande solennità
liturgica venivano cantati i primi Vespri, la vigilia dell'Assunta era
un giorno di stretto e rigoroso digiuno e astinenza.
Oltre alle Sante Messe e
alle comunioni molta importanza veniva data alla predica della S. Messa
"cantata", cioè a quella solenne del mezzogiorno. I
predicatori venivano scelti con attenta cura.
Simpatico il modo di
ricompensare la fatica di questi predicatori…! Il L.M. 1600 ci diverte
quando dice:
A di 16 Agosto 1697 si è speso para sei di pollastri per ricalar Monsignore
che fu a predicare…
Anno 1698 si è speso per ricalare al Predicatore che fu il Padre Abate
Agostiniano per una camiscia un fazzoletto e tre para di pollastri…
Anno 1691 dispeso per fare il regalo al Predicatore, non volendo li dieci
carlini per la predica… etc.
La festività civile si
caratterizzava nelle ore pomeridiane con manifestazioni popolari. Il
L.M. 1600 ne riferisce tre principali, solite a tenersi nella festività
dell'Assunta:
- Il palio della Lotta…
- La corsa dei ragazzi…
- La corsa con il sacco…
Come si svolgesse il palio della Lotta lo ricaviamo da alcuni accenni:
Dispeso per due Canne meno un Palmo di Fustagno stampato per fare il Palio
della Lotta, grana etc…
Si è speso per due Palii per la festa della Madonna ed un paro di calzette
per li ragazzi carlini uno e grana 75…
Comprati tre Palii et un cappello nella festa della Madonna…
Pagati carlini ventuno per fare il Palio della Lotta e correre li figlioli
nella festa di detta chiesa…
Dobbiamo dedurre che
anche a Paganica si correva il Palio come in tutte le altre città e
castelli.
Si chiamava "Palio
della Lotta", perché erano in lizza più concorrenti per la
conquista del Palio costituito da una stoffa di tela stampata che si
dava al vincitore.
La Festa di Tutti i Santi
Un po’ diversa era
invece la festività di TUTTI I SANTI il1° Novembre, pur non mancando
l'apparato solenne della chiesa matrice con le imponenti funzioni
religiose, la festività si svolgeva senza gare sportive perché
dominavano gli affari da concludere nell'affollatissima FIERA DI TUTTI I
SANTI, cui compratori e venditori di tutti gli animali domestici,
chincaglierie e generi diversi accorrevano da ogni parte.
La più antica segnalazione della FIERA DI TUTTI I SANTI a Paganica, l'abbiamo proprio
dal L.M. 1600.
Infatti a p. 122 anno 1678 si legge:
Ritratto dalle banche della Fiera di Tutti i Santi che fu fatta la domenica
seguente di detta festa…
A pagina 155 anno 1692 si legge:
Si è ritratto dalla cerca delle banche nella Festa di Tutti i Santi…
A pagina 161 anno 1693 si legge:
Speso per la Festa di Tutti i Santi per parare la Chiesa…
A pagina 161 anno 1694 si legge:
si è ritratto per carità dalle banche nella Festa di Tutti i Santi che non
fu fatta la fiera…
La Fiera con Decreto
Reale del 17 Gennaio 1826 fu poi estesa ai tre giorni 1-2-3- Novembre.
Dalle segnalazioni in cui
si parla di "Banche" o panche si capisce che la fiera era
affollatissima di rivenditori di ogni genere, da notare che i
Procuratori della Chiesa Matrice di Paganica - forse per diritto
riservato - offrivano essi le famose "Banche per la fiera" e
da questo servizio ricavavano gli utili per la chiesa e per le altre
spese.
Questo testo è tratto
dal libro "Paganica attraverso i secoli" di don Ercolino
Iovenitti