..:: Paganica nel XVIII° secolo ::..
Il terremoto del 2 febbraio1703
Gli inizi del sec. XVIII non furono troppo
sereni per L'Aquila e per Paganica. Infatti il Gavini ci fa sapere come
l'Aquila e Norcia nella giornata del 2 Febbraio del 1703 furono colpite da
un disastroso terremoto e subirono molti danni e numerosi morti.
Il Gavini inoltre afferma: "Paganica fu
quasi distrutta da questo terremoto"; mentre il Mariani ci precisa che
la Chiesa di S. Maria al Presepe restò semidistrutta.
Dal L.M. 1600 apprendiamo che anche la chiesa
parrocchiale di S. Maria Assunta restò gravemente colpita.
Infatti a pagina 12 in data 20 Giugno 1714 leggiamo:
Speso per indorare due
Calici con Patene, cioè un Calice che fu pisto dal terremoto fattolo
ritirare e indorare...
Non conosciamo se ci furono vittime e quante;
danni materiali ci furono senz'altro poiché oltre ai sopracitati sappiamo
da Francesco Cappa che:
ai dì 25 Febbraio 1703 il
Dott. Filippantonio Mancini Procuratore fiscale della Regia Udienza
dell'Aquila, si portò in Paganica per controllare i danni di detto
terremoto...
Il secondo duca di Paganica: don Ignazio Di Costanzo
Discendente dell'antichissima famiglia Di
Costanzo della nobiltà napoletana, don Ignazio, comperò il feudo di
Paganica dalla duchessa donna Faustina Mattei Orsini principessa Santacroce
in data 26 Aprile 1753.
Dopo 39 anni di dominio, moriva il 15 Gennaio
1792, lasciò la grande opera del palazzo Ducale.
Di questo dodicesimo feudatario, la Paganica
del tempo ha qualche ricordo spiacevole, per alcuni incidenti causati dalla
sua alterigia.
Nuove confraternite Paganiensi
Nella seconda metà del secoo XVIII, Paganica
si arricchì di due nuove confraternite religiose:
- La confraternita dell'Immacolata Concezione
- La confraternita del SS.mo nome di Maria
Il terzo Duca di Paganica: don Giovanni Di Costanzo
Dopo la morte del Duca don Ignazio Di
Costanzo, al Ducato di Paganica successe il figlio: don Giovanni Di
Costanzo.
Il Duca Giovanni Di Costanzo morì a Paganica
il 31 Ottobre 1800 e fu sepolto nella chiesa parrocchiale.
Questo testo è tratto dal libro "Paganica
attraverso i secoli" di don Ercolino Iovenitti